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SCHEDA DI SICUREZZA secondo regolamento (UE) 453/2010
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R410A
Codice: TR410
1. IDENTIFICAZIONE DEL PREPARATO E DELLA SOCIETA’
1.1 Descrizione commerciale: R410A
Codice: TR410
1.2 Usi previsti: Settore Industriale: Refrigerazione e condizionamento
Tipo di impiego:Gas refrigerante per impianti frigoriferi e condizionatori
Applicazione:Industriale e professionale
1.3 Società: MARIEL S.R.L.
Via Olubi, 5 - 28013 - GATTICO (NO) - Italia
Telefono: +39 0322 838319
Fax: +39 0322 838813
e-mail: laboratorio@mariel.it
1.4 Telefono di emergenza: + 39 0322 838319 orario: 8.30-12.30 / 13.30-17.30
Centri antiveleni sul territorio nazionale ( servizio 24/24 ore)
Centro Antiveleni di Pavia 0382 24444 (CAV IRCCS Fondazione Maugeri - Pavia)
Centro Antiveleni di Milano 02 66101029 (CAV Ospedale Niguarda Ca’ Granda - Milano)
Centro Antiveleni di Bergamo 800 883300 (CAV Ospedali Riuniti - Bergamo)
Centro Antiveleni di Firenze 055 7947819 (CAV Ospedale Careggi - Firenze)
Centro Antiveleni di Roma 06 3054343 (CAV Policlinico Gemelli - Roma)
Centro Antiveleni di Roma 06 49978000 (CAV Policlinico Umberto I - Roma)
Centro Antiveleni di Napoli 081 7472870 (CAV Ospedale Cardarelli - Napoli)
2. IDENTIFICAZIONE DEI PERICOLI
2.1 Effetti adversi:
Una rapida evaporazione del liquido può causare congelamento.
I vapori sono più pesanti dell’aria e possono provocare soffocamento riducendo l’ossigeno disponibile per la respirazione.
3. COMPOSIZIONE/INFORMAZIONI SUGLI INGREDIENTI
3.1 Descrizione chimica:
Nome chimico della sostanza: miscela binaria gas refrigeranti R32 e R125
50 % Diflurometano (HFC R32) EC 200-839-4
CAS 75-10-5
GHS02
50 % Pentafluoroetano (HFC R125) EC 206-557-8
CAS 354-33-6
Per maggiori informazioni sui componenti pericolosi, vedere sezioni 8, 11, 12 e 16.
4. MISURE DI PRIMO SOCCORSO
Informazioni generali: in caso di incoscienza porre su un fianco in posizione stabile e consultare un medico. Non somministrare alcunché a
persone svenute. In caso di respirazione irregolare o di arresto respiratorio praticare la respirazione artificiale. In caso di persistenza dei disturbi
consultare un medico.
Note per il medico: trattamento: non somministrare adrenalina o sostanze similari.
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Codice: TR410
4.1 Per inalazione:
Rimuovere il soggetto dall’area contaminata. In caso di respirazione difficoltosa fornire ossigeno. Consultare un medico.
4.2 Per contatto con la pelle:
Lasciar evaporare il prodotto all’aria. Disgelare con acqua la zona interessata, poi togliere con cautela gli indumenti. Lavare con acqua tiepida.
Consultare un medico in caso di dolore persistente.
4.3 A contatto con gli occhi:
Tenere aperte le palpebre, per permettere l’evaporazione del liquido. Lavare immediatamente con abbondante acqua per almeno 15 minuti tenendo
aperte le palpebre. Consultare un medico.
4.4 Per ingestione:
Improbabile fonte di esposizione. Non provocare il vomito. Se l’infortunato è cosciente, far sciacquare la bocca con acqua e far bere 200-300ml d’acqua.
Richiedere immediata assistenza medica.
5. MISURE ANTINCENDIO
5.1 Mezzi d'estinzione:
Polvere estinguente o CO2. Nel caso d'incendi più gravi, anche schiuma resistente all'alcool ed acqua nebulizzata.
5.2 Rischi specifici:
Aumento pressione.
5.3 Equipaggiamento di protezione antincendio:
In caso di incendio, indossare apparecchio respiratorio con apporto d’aria indipendente.
5.4 Altre raccomandazioni:
Utilizzare sistemi estinguenti compatibili con la situazione locale e con l’ambiente circostante. Raffreddare i contenitori / cisterne con spruzzi d’acqua.
Vedere il punto 10
6. MISURE IN CASO DI FUORIUSCITA ACCIDENTALE
6.1 Precauzioni individuali:
Evacuare il personale in aree di sicurezza. Arieggiare il locale. Riferirsi alle misure di protezione elencate nella sezione 7 e 8.
6.2 Precauzioni per la protezione dell'ambiente:
Non deve essere abbandonato nell’ambiente.
6.3 Metodi di pulizia:
Evapora.
Informazioni riguardanti la manipolazione: vedere il punto 7
7. MANIPOLAZIONE E STOCCAGGIO
7.1 Precauzioni nella manipolazione:
Assicurare un sufficiente ricambio d’aria e/o un’aspirazione negli ambienti di lavoro. Vedere sezione 8 per i dispositivi di protezione individuale.
- Raccomandazioni generali:
Evitare ogni tipo di perdita o fuga. Non lasciare i recipienti aperti.
- Raccomandazioni per prevenire rischi d'incendio ed esplosione:
Non sono richieste particolari misure di protezione antincendio.
7.2 Condizioni di stoccaggio:
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Requisiti del magazzino e dei contenitori. Tenere il contenitore ermeticamente chiuso in un ambiente secco e ben ventilato. Conservare nei contenitori
originali.
- Materie incompatibili:
Non vi sono materiali che debbano essere specificatamente menzionati.
8. CONTROLLO DELL'ESPOSIZIONE/PROTEZIONE INDIVIDUALE 98/24/CE
8.1 Controllo dell'esposizione:
Provvedere ad una ventilazione adeguata. Deve essere assicurata una buona ventilazione locale e un buon sistema di ricambio d'aria generale.
8.2.1 Controllo dell'esposizione professionale, Direttiva 98/24/CEE: sulla protezione della salute
e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro.
- Protezione delle vie respiratorie:
Per il salvataggio, e per lavori di manutenzione in serbatoi, usare un apparato respiratore autonomo. I vapori sono più pesanti dell’aria e possono
provocare soffocamento riducendo l’ossigeno disponibile per la respirazione.
- Maschera: Maschera per gas e vapori (EN141). Per ottenere un livello di protezione adeguato, la classe del filtro si deve scegliere in funzione del tipo e
della concentrazione degli agenti contaminanti presenti, in accordo con le specifiche del produttore del filtro. Gli apparecchi di respirazione
con filtri non operano soddisfacentemente quando l'aria contiene alte concentrazioni di vapori.
- Protezione degli occhi e del viso:
- Occhiali: Occhiali di sicurezza con protezione laterale contro gli spruzzi (EN166).
- Protezione delle mani e della pelle:
- Guanti: Guanti resistenti isolanti dal calore. Il tempo di penetrazione dei guanti selezionati deve essere superiore al periodo di uso
previsto. I guanti devono essere sostituiti immediatamente se si osservano indizi di degradazione.
- Stivali: No.
- Grembiule: No.
- Indumenti: No.
8.2.2 Controlli della esposizione del mezzo ambiente: Secondo 89/686/CE
Evitare qualsiasi versamento nell'ambiente. Evitare l'emissione nell'atmosfera.
9. CARATTERISTICHE CHIMICO-FISICHE
- Stato fisico : gas liquefatto
- Colore : incolore
- Odore : simile all’etere
- Pressione di vapore : 16 530 hPa a 25°C
- Pressione di vapore : 30 520 hPa a 50°C
- Punto di ebollizione : -51.6 °C a 1013 hPa
- Punto di infiammabilità : non è infiammabile
- Limite di esplosività, inferiore : non applicabile
- Densità : 0.0066 g/cm3 a 25°C (1013 hPa)
- Densità : 1.062 g/cm3 a 25°C (come liquido)
Per maggiori informazioni sulle proprietà fisiche e chimiche relazionate con la sicurezza ed l'ambiente, vedere le sezioni 7 e 12.
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10. STABILITÁ E REATTIVITÁ
10.1 Stabilità:
Stabile alle condizioni raccomandate di stoccaggio e manipolazione.
10.2 Reazioni pericolose:
Il prodotto non è infiammabile a contatto con l’aria nelle normali condizioni di temperatura e pressione. Sotto pressione con aria od ossigeno, la miscela
può divenire infiammabile. Alcune miscele di HCFC o HFC e cloro possono divenire infiammabili o reattive in certe condizioni.
10.3 Materiali da evitare:
Metalli alcalini, metalli alcalino terrosi, metalli in polvere, sali di metallo granulato.
10.4 Scomposizione termica:
Acidi alogeni, anidride carbonica (CO2), monossido di carbonio, fluorocarburi, alogenuri di carbonile.
11. INFORMAZIONI TOSSICOLOGICHE
11.1 Effetti tossicologici:
Esperienza umana: esposizioni eccessive possono causare danni alla salute, come segue:
Inalazione
Grave insufficienza respiratoria, narcosi, attività cardiaca irregolare.
- Effetti cancerogeni:
Non ha manifestato effetti cancerogeni o teratogeni in esperimenti condotti su animali.
Per maggiori informazioni sui componenti pericolosi per la salute, vedere le sezioni 2 e 8.
12. INFORMAZIONI ECOLOGICHE
12.1 Spargimento nel suolo:
Evitare l'infiltrazione nel terreno.
12.3 Emissioni nell'atmosfera:
Evitare l'emissione nell'atmosfera.
Informazioni ecologiche supplementari: i recipienti depressurizzati dovrebbero essere restituiti al fornitore.
13. CONSIDERAZIONI SULLO SMALTIMENTO
13.1 Manipolazione dei residui:
Prendere tutte le misure che siano necessarie alla fine di evitare al massimo la produzione di residui. Analizzare possibili metodi di rivalorizzazione o
riciclaggio. Smaltire questo materiale e i relativi contenitori in un punto di raccolta di rifiuti pericolosi o speciali. Non scaricare nelle fognature o
nell'ambiente. I residui devono essere manipolati ed eliminati secondo la normativa locale e nazionale vigente. Per il controllo dell'esposizione e dei
mezzi protettivi individuali, vedere la sezione 8.
13.2 Eliminazione d'imballaggi vuoti, Direttiva 94/62/CE:
I recipienti depressurizzati dovrebbero essere restituiti al…